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23 nov. - La paura della criminalita' e perfino quella degli
immigrati sembra improvvisamente scendere nelle impietose
classifiche dei sondaggi. Almeno questa e' la fotografia che si
deduce dal secondo Rapporto Demos-Unipolis curato da Ilvo
Diamanti, su un campione altamente rappresentativo di 2000 casi. Le paure non solo diminuirebbero di intensita', ma stanno
cambiando direzione.
Negli ultimi mesi l'opinione pubblica
italiana ha subito infatti una velocissima trasformazione e il
nesso che sembrava inscindibile tra insicurezza e criminalita'
sembra modificarsi.
Questo il risultato principale del secondo Rapporto Demos
Unipolis, presentato oggi a Roma e discusso la prossima settimana
nel seminario dell'agenzia Redattore Sociale.
Si tratta di risultati per certi versi sorprendenti, che vengono
spiegati cosi' dallo stesso Ilvo Diamanti: "Il primo rapporto
realizzato da Demos per Unipolis, un anno fa, aveva messo in luce
come il nesso fra criminalita' e sicurezza era divenuto tanto
stretto da rendere difficile perfino distinguere i piani".
Diamanti ricorda infatti che gli incidenti sul lavoro o sulle
strade assumono grande rilevanza solo in casi eccezionali, come
nel caso della tragedia della ThyssenKrupp, nella quale morirono
tragicamente sette operai.
"Comunque, suscitano emozione, ma non
'paura' e insicurezza. Come se si trattasse di eventi in una
certa misura inevitabili".
La spirale generata dal circuito fra
realta', opinione pubblica e media negli ultimi anni ha
alimentato l'insicurezza, facendola giungere a livelli
elevatissimi, come e' emerso dal primo rapporto di Demos per
Unipolis dell'anno scorso.
Il picco e' stato raggiunto
nell'autunno 2007: in quel mese si e' registrato il grado piu'
alto di preoccupazione sociale, di allarme per i crimini contro
la persona e la proprieta' privata ma anche nei confronti degli
immigrati, percepiti come minaccia, molto piu' che come risorsa.
Con l'edizione 2008 del rapporto si cambia registro. I dati
dell'indagine quest'anno suggeriscono infatti un cambiamento
profondo. "A tal punto- dice ancora Diamanti- che pare quasi di
trovarsi di fronte a un altro Paese". Che cosa e' successo? Come
mai questo cambiamento repentino? I risultati del sondaggio
Demos-Unipolis sono stati incrociati all'indagine
sull'insicurezza nei media, condotta dall'Osservatorio di Pavia
attraverso l'analisi dei Tg delle principali reti nazionali, Rai
e Mediaset
.
"Dopo molti anni- dice Diamanti-
assistiamo al sensibile ripiegamento delle "paure" legate
all'incolumita' personale. Si riduce, dunque, la quota (peraltro
elevatissima) di persone che ritengono in aumento la criminalita'
in ambito nazionale. Ma diminuisce in modo ancor piu' rilevante
la componente di persone che considerano aumentata la
criminalita' a livello locale: dal 53% al 40%".
Contemporaneamente, cala il timore di essere vittima di furti,
violenze, rapine, truffe.
Altra novita' rilevante: nell'ultimo anno arretra anche la
"paura" degli immigrati, che anzi - per una grossa fetta di
cittadini italiani - cominciano ad essere considerati una
"risorsa", piuttosto che un problema.
Nel dettaglio, oggi, a
vedere l'immigrazione come una insidia per l'ordine pubblico e la
sicurezza delle persone e' circa una persona su tre (36%).
Dall'altra parte, invece, quanti considerano il fenomeno
migratorio come sorgente di arricchimento e apertura culturale
ammontano a circa il 42%. In questo caso, pur disponendo di una
serie storica meno completa, possiamo osservare come l'andamento
sia stato, nel corso del tempo, piu' ondivago, anche se, negli
ultimi anni, l'indice appare in leggera (ma costante) flessione.
Secondo i risultati della ricerca, insomma, l'insicurezza non e'
affatto un fenomeno neutrale e "oggettivo".
Il secondo rapporto Demos-Unipols conferma al contrario che il
senso di insicurezza viene in genere alimentato da quattro ordini
di ragioni. Il primo e' la "perifericita'" sociale. L'insicurezza
risulta piu' elevata tra i ceti piu' bassi, fra le persone con un
grado di istruzione meno elevato, tra le donne, nel centro-sud.
Il secondo e' il "capitale sociale".
L'insicurezza cresce fra le persone esterne ai circuiti della
partecipazione; mentre si riduce sensibilmente fra coloro che
sono inseriti in reti di relazioni amicali e di vicinato molto
fitte. Il terzo e' "l'esposizione ai media", in particolare alla
televisione. Quando il "consumo" televisivo supera le 4 ore al
giorno l'angoscia cresce.
Il quarto e' "politico": il problema
della sicurezza e' denunciato con maggior forza dagli elettori
del centrodestra: Pdl e Lega; mentre e' percepito in modo meno
drammatico dagli elettori del centrosinistra. In particolare del
Pd e della sinistra radicale, mentre gli elettori dell'IdV
rivelano un grado di paura piuttosto elevato.
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