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02 lug. - di Giovanni Zambito - Alessandria, maggio 1936. Mentre lItalia aspetta lo storico discorso con cui Mussolini proclamer lImpero, il commissario Augusto Bendic, ancora scosso dalla recente morte della moglie Betti, indaga sullomicidio della cantante Dora Laniero.
Muore anche unaltra donna, Matilde Carbone, sorella di un noto banchiere. Ci sar un legame tra i due misteriosi casi?
Grazie allaiuto del medico legale Silvera, il commissario far luce su queste vicende in unepoca in cui la morte violenta disturba lordine e la disciplina imposti dal regime. Tanto che Bendic, per fare emergere la verit, dovr fare i conti con i tentativi dinsabbiamento dellUfficio politico investigativo.
Questa la sinossi di Legami di morte un romanzo avvincente da poco pubblicato da Dario Flaccovio editore (132 pp., 13,00) e scritto dallalessandrino Angelo Marenzana, intervistato da Clandestino.
La centralit di Bendic si evince sin dallincipit quando dalla penombra passa alla luce del mattino presto e di lui emerge presto laspetto umano e il dolore per la perdita di Betti: la sua nuova dimensione di vedovo particolarmente importante per lindagine che si appresta a fare?
Ho cercato di rendere centrale questa caratteristica del personaggio. Lindagine aiuta il commissario Bendic a ritrovare un senso per la propria vita, sia privata che professionale, senza per questo dimenticarsi del suo dolore per la scomparsa della moglie. In pi levoluzione dellindagine stessa passa attraverso il dialogo silenzioso tra i due coniugi, in un gioco di ricordi, atmosfera e complicit reciproca, e rappresenta la spina dorsale del romanzo.
Le piacerebbe che i lettori si affezionassero al commissario tanto da richiedere altri eventuali episodi?
Certo che avere lapprovazione entusiasta del lettore al mio personaggio sarebbe un vero piacere. Lobiettivo a cui mira ogni scrittore credo. Altrettanto per sarei un po in difficolt perch Legami di morte nato come romanzo per raccontare questa storia, pennellare questa atmosfera e questi personaggi, e vedere Bendic come figura seriale mi costringerebbe a rivedere tutto limpianto che ne ha visto la nascita.
La scelta dellambientazione storica da che cosa stata dettata?
"Larco di tempo che abbraccia la fine della prima guerra mondiale fino al 1948 ha portato con s forti elementi anche controversi tra loro, culture diverse, idee, tensioni e mutamenti sociali. In mezzo allevolvere della storia, quella con la esse maiuscola, in quegli anni vibrava tutto un corollario di storie legate allesistenza, spesso alla sopravvivenza quotidiana, una vita forse pi popolana, di strada, dove tutti si conoscevano, pi collettiva di quanto non lo sia oggi. Questa condizione di semplicit, spesso ha trasformato figure altrettanto semplici, magari anonime, in personaggi veri e proprii. Persone normali che diventavano protagoniste reali di grandi cambiamenti. Magari con un che di avventuroso, di movimentato alle spalle. In "Legami di morte" entra in gioco la mia memoria, ovvero quella specie di contenitore di informazioni orali, quelle che non trovi in nessun libro, ma solo nelle chiacchiere ascoltate mentre mio padre e i suoi amici si incontravano, nelle storie che loro mi raccontavano, in vicende vissute da partigiani, o nelle strade del quartiere, nelle botteghe, nelle osterie o dal barbiere.A cui aggiungere gli aneddoti legati a una certa, sottile, arte di arrangiarsi che illuminava le menti in unepoca difficile, i soprannomi, dai quali nessuno sfuggiva, le liti coniugali sui balconi delle case a ringhiera con i vicini che assistevano piacevolmente divertiti ecc insomma: ingredienti di vita popolana, dove, per esempio, non cera il problema delle immondizie, non si buttava via niente e il riciclaggio era una forma di sopravvivenza per molta gente.
La storia del contadino Gagliaudo accertata?
Si, il personaggio della nostra tradizione e c pure un monumento in centro citt che ricorda la sua astuzia. Io, almeno, ci credo, fin dai tempi della scuola elementare sempre che non mi abbiano ingannato in tutti questi anni.
Il giudizio sulla gente e sullindole al pettegolezzo non cos morbido. Crede davvero che in generale si stuzzicati dalla voglia di sentirsi migliori di quello che si realmente?
C una sordida morbosit da cui siamo travolti anche oggi con lattenzione voyeuristica che un certo pubblico (e il mondo dellinformazione pure) nutre per i fatti di cronaca nera, sempre pi inquietanti e grand guignoleschi. E penso che sia un modo per riflettere la nostra parte di mostri nel prossimo, nasconderci dietro alle tendenze omicide del prossimo e crederci migliori. Ci giustifichiamo nel giudizio crudo che diamo contro i responsabili di un dramma consumato. Insomma, ci sentiamo migliori perch noi non labbiamo fatto, e, come dico in Legami di morte, perch lattenzione scivola via da noi e cerca altri capri espiatori.
In quale commissario della letteratura rintracciabile (se cos) qualcosa delcarattere di Bendic?
Mentre costruivo il personaggio, ho cercato di visualizzare la figura di Bendic con la foto della moglie in mano, e insieme a lui ho visualizzato il mite giornalista di Antonio Tabucchi, Pereira ("Sostiene Pereira" a mio avviso uno romanzi migliori della nostra epoca) anche lui vedovo. Personaggi senzaltro molto diversi tra loro, ma che vivono unepoca coincidente, due uomini che alla fine dei relativi romanzi trovano un punto comune: essere consapevoli di una certa verit, e con lamarezza di chi, paradossalmente, sa che non potr pi essere ingannato.
Estrapolandola dal contesto fascista la frase il nostro un paese dalle mezze verit e dalle mille certezze potrebbe ancora oggi rispecchiare lItalia?
Assolutamente s forse fa parte del nostro DNA. Gli ultimi cinquantanni sono stati vissuti allombra di grandi misteri che vedevano coinvolti apparati dello stato, alta finanza, politica, istituzioni civili e religiose, giornalisti, contrabbandieri, organizzazioni criminali, terroristi rossi, neri e pure stranieri. Ma la verit, quella vera, non ha mai illuminato avvenimenti drammatici che oggi sono entrati a pieno titolo nella storia del nostro paese ma che non sempre hanno trovato il colpevole. Per in mezzo a queste mezze certezze, pur senza fare un passo in avanti, siamo stati capaci, collettivamente, di riempirci la bocca e le orecchie di verit indiscutibili, certe. Anzi, cortissime. Giovanni Zambito
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